Non è ancora svanita l’onta del 5-2 subito nel 2006 che gli uomini del trap si trovano a dover affrontare una trasferta delicatissima nonchè decisiva su suolo cipriota.
Ben cinque undicesimi di quella squadra vogliosi di riscattarsi e di incamerare tre punti fondamentali ai fini della qualificazione sono presenti in campo.
Due le novità al fischio d’inizio rispetto all’amichevole con l’Australia:Steven Hunt prende il posto di McGeady ed Andrews inserito in mediana.
Il laterale dell’Hull viene preferito al talento del Celtic non solo per lo stato di forma,ma anche per svolgere compiti tattici di copertura lungo l’out destro e raddoppiare in aiuto su Aloneftis,unico vero spauracchio dei padroni di casa che riuscirà comunque durante la contesa a mettere in difficoltà la retroguardia green.
La contesa prende le mosse su buoni ritmi e ,come spesso avvenuto in queste qualificazioni,il gol si materializza subitaneamente.
Al quarto minuto è Doyley ottimamente imbeccato da un coriaceo Duff ad impegnare severamente l’estremo difensore cipriota,reattivo a rifugiarsi in angolo.
Sulla susseguente battuta una serie di rimpalli fanno carambolare il pallone sul piede della stessa punta che porta in vantaggio l’Irlanda.
Non poteva iniziare meglio!
Il sussulto d’orgoglio dei ciprioti incoccia sui riflessi di Given,strepitoso nello sventare un’insidiosa inzuccata di Okkas.
Poco dopo risponde Hunt con una bordata spentasi a lato.
Sono però i blu a comandare il gioco a centrocampo con trame di passaggi alla ricerca del varco giusto.
Il cronometro segna 30′ quando Aloneftis dalla sinistra innesca Okkas che sfoggia una serpentina interrotta da Dunne,sul rimpallo è ancora St.Ledger a chiudere,ma la sfera termina malauguratamente sui piedi dell’accorrente Ilia,il cui tiro secco ed angolato si infila alle spalle di un attonito nonchè incolpevole Given:E’ pareggio.
Svegliatisi dal torpore ,i ragazzi non ci stanno, e portano un paio di pericoli alla porta difesa da Avgousti.
Dapprima Andrews batte da posizione favorevole con mira imprecisa,poi è la testa di Kilbane a rivelarsi imprecisa su un insidioso spiovente.
Si va negli spogliatoi sul risultato di parità,tuttosommato equo.
Bisogna fare di più e soprattutto occorre che il non pervenuto Keane si dia una svegliata.
La ripresa non segnala alcun cambio sia dal punto di vista degli uomini che tattico,ma dal punto di vista della mentalità è ben altra irlanda.
Da una sciolta combinazione Keane-Duff-Hunt arriva la battuta di quest’ultimo,purtroppo imprecisa.
Ancora unna giocata in velocità nello stretto manda al tiro un anonimo Whelan,la cui coordinazione è da manuale,ma il portiere si prodiga in un intervento strepitoso.
Applausi per entrambi.
Al decimo il Trap tenta di dare una scossa,invertendo Hunt e Duff sui lati,con quest’ultimo in ombra dopo un buon primo tempo.
Poco cambia però nell’economia della partita,sicchè dopo altri 10 minuti si prova con l’ingresso del peperino McGeady per il volenteroso Hunt.
Le squadre risentendo della stanchezza e cominciano ad allungarsi dando vita ad uno spettacolo piuttosto godibile che non offre però grandi occasioni da gol.
A quindici minuti dal termine il Trap decide di sostituire uno spompato Doyle e di mandare in campo Folan al fine di rinvigorire la fisicità offensiva.
Il colored lotta e sgomita,mettendo in difficoltà i difensori ciprioti in fase di avvio di manovra.
L’Irlanda quindi avanza il baricentro tesa a raggiunger il gol con il medesimo orgoglio mostrato nei minuti finali della gara con l’Italia.
Per la prima volta anche i mediani sono partecipativi e costruendo con criterio danno il la all’azione della risolutiva marcatura.
Il cross che impatta sulla testa di Keane,abile a staccarsi dal marcatore e ad anticipare l’insicuro portiere,è di Duff che riscatta così un secondo tempo abulico.
Sono proprio i due giocatori di maggior esperienza,nonostante una serata non sui loro standard,a decidere una gara che negli ultimi 10 minuti non lascia nulla alla cronaca.

Una vittoria pesantissima,ottenuta con carattere e grande cuore in una trasferta non certo proibitiva,ma insidiosa come poche.
I ciprioti ,nonostante dicano addio alle ultime velleità di qualificazione,si sono segnalati come una fresca nuova realtà in crescita.
Hanno dato tutto il possibile durante il girone e dal punto di vista dei meri risultati hanno indubbiamente raccolto meno di quanto seminato.
Torna per esempio in mente l’esordio sfortunato con l’Italia di Lippi dove i tre punti sarebbero stati sacrosanti o lo sfortunato pareggio con la Georgia.
E’ stata per loro una campagna nondimeno proficua dal punto di vista dell’esperienza incamerata e nodale per la crescita del movimento.
Credo abbiano finalmente acquisito quella convinzione propedeutica al raggiungimento di risultati migliori in futuro che ,laddove dovessero continuare sulla scia intrapresa,non tarderanno ad arrivare.
Tornando a noi,questi tre punti risulteranno invece decisivi,non soltanto in ottica primo posto ,ormai appannaggio dell’Italia,ma anche e soprattutto per quanto concerne la corsa ai playoff.
La Bulgaria perde meritatamente in Italia e contemporaneamente la Scozia non va oltre al pari interno con la già qualificata olanda.
Gli scozzesi dunque vengono definitivamente superati dalla Norvegia che si posiziona al secondo posto nel gruppo 9 con dieci punti.
Basterà dunque tenere dietro i Bulgari,sui quali vantiamo ben 5 punti di vantaggio a due gare dal termine,per assicurarci l’accesso agli spareggi,ultimo crocevia verso il traguardo.
Given 6,5 - Chiamato una sola volta all’intervento,risolve con una parata da applausi.
O’Shea 5,5 - Aiutato da Hunt in copertura,soffre meno del previsto.Lancia però troppi palloni a caso.
Dunne 6 - Fa buona guardia su Okkas,un cliente smaliziato.Il primo errore lo commette all’89′ quando regala una punizione pericolosa a limite dell’area con un fallo evitabile.
St.Ledger 6 - In aiuto a Dunne,ha poco da fare.
Kilbane 6 - Sulla sua fascia i ciprioti insistono poco.Insiste in appoggio poco o niente presumibilmente per dettami tattici.
Hunt 6,5 - Corre e pressa come un ossesso aiutando in entrambe le fasi di gioco.Encomiabile. (Dal 66′ McGeady 5,5 - Prova a dare freschezza e vivacità,ma non è in serata e finisce spesso per incartarsi)
Andrews 6 - Mantiene la posizione in mezzo al campo concedendo ai dirimpettai ciprioti solo innocui tic toc.
Whelan 5,5 - Anche lui pone da frangiflutti in mezzo al campo,ma al contrario del compagno di reparto risulta totalmente assente in appoggio.
Duff 7 - Ad un primo tempo propositivo fa eco una scialba e bolsa ripresa.Però è dai suoi piedi che partono le occasioni più pericolose,nonchè il fondamentale gol vittoria.
Doyle 7 - Keane latita e lui si prende tutto il peso dell’attacco sulle spalle.Non segnava dalla gara di Mainz con la Georgia.(Dal 74′ Folan sv - Come con l’Italia da quello che può nei minuti finali,ed ancora una volta il suo ingresso quanto meno porta un pò di fortuna )
Keane 7 - Ottanta minuti da desaparecido.Basta però un guizzo per trasformarsi in Keano e siglare il gol più importante del girone.Con questo fanno cinque centri.